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La
Tossina botulinica in Urologia
E. ANDRETTA
Unità Operativa di Urologia
- Ospedale di Dolo - Venezia
Negli ultimi anni sono
entrati nella pratica clinica svariati nuovi trattamenti
per le disfunzioni vescicali e tra questi merita un
posto di rilievo la tossina botulinica infiltrata nella
parete vescicale. La tossina botulinica, prodotta in
natura dal batterio Clostridium botulinum, causa il
tristemente noto botulismo, una intossicazione
alimentare che provoca paralisi generalizzata con esito
quasi sempre mortale. Se usata in piccole quantità la
tossina botulinica si è però rivelata di notevole
utilità in molte branche della medicina, laddove ne
viene sfruttato l’effetto paralizzante a scopo curativo
ed anche estetico (per esempio per spianare le rughe
facciali). Dal 1998 è emerso il suo benefico effetto
nella grave incontinenza urinaria da iperattività
vescicale, soprattutto quella causata da disfunzioni
nervose. I candidati ideali a questa cura sono infatti
paraplegici e paraplegiche con incontinenza urinaria
ingestibile con le usuali cure e quindi condannati
all’uso di panni assorbenti - e al conseguente rischio
di irritazione dei genitali e piaghe da decubito.
Inoltre va ricordato che contrazioni vescicali forti e
sostenute causano elevate pressioni endovescicali che
possono sia danneggiare la funzione renale per
difficoltà di scarico che favorire l’insorgenza di
infezioni urinarie febbrili (l’elevata pressione
vescicale spreme, in un certo senso, i germi verso i
reni). Si tratta di un piccolo intervento in anestesia
locale, che solitamente richiede una breve degenza in
Day Hospital. Si esegue una cistoscopia, ossia si
introduce uno strumento attraverso le vie naturali in
vescica; tale strumento consente la visione interna
dell’organo ed anche l’esecuzione di una ventina di
iniezioni di tossina botulinica nello spessore della
vescica..
Gli effetti
divengono apprezzabili dopo 7-10 giorni e spesso,
soprattutto nei maschi, comportano la necessità di
proseguire od iniziare l’autocateterismo pulito
intermittente, in quanto la paralisi della vescica
ostacola lo svuotamento spontaneo a cui si ovvia con
l’evacuazione artificiale delle urine con un catetere.
Quando è indicata la tossina botulinica vescicale?
Quando i farmaci per calmare la vescica sono inefficaci
o quando sono controindicati (esempio glaucoma) o quando
non sono tollerati i comuni effetti collaterali
(confusione mentale, mal di testa, stipsi, bruciori di
stomaco, visione doppia ecc).
Dal 1999 viene utilizzata nel nostro centro
neurourologico, prevalentemente in vesciche neurologiche
esito di traumi spinali o da sclerosi multipla, ma anche
in donne con grave incontinenza urinaria intrattabile. I
risultati sono ottimi, sia dal punto di vista clinico
(netto incremento della capacità vescicale con scomparsa
dell’incontinenza in assenza di effetti collaterali) che
dal punto di vista soggettivo (ripresa della vita di
relazione, dismissione dei panni assorbenti, scomparsa
dell’irritazione genitale). Gli effetti non sono
definitivi, ma duraturi – dai 6 ai 12 mesi –. Il
trattamento è inoltre ripetibile senza perdita di
efficacia, aspetto verificato in 7 soggetti nei quali le
infiltrazioni vescicali con tossina botulinica sono
state ripetute fino anche a 5 volte.
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