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NEWS
NASCE
LA
“PROSTATE
UNIT”
A
DOLO
Un
approccio
multidisciplinare
e
interaziendale
per
prendersi
cura
del
paziente
a
360
gradi
offrendogli
il
migliore
trattamento
terapeutico
per
il
tumore
alla
prostata
Nasce
a
Dolo
la
“Prostate
Unit”
interaziendale
della
provincia
di
Venezia.
Nell’Ospedale
della
Riviera
del
Brenta,
dove
era
già
attivo
un
gruppo
multidisciplinare
-
spiega
il
primario
di
Urologia
di
Dolo
Giorgio
Artuso
–
per
la
prima
volta
nel
veneziano,
l’approccio
multidisciplinare
viene
integrato
da
professionalità
provenienti
dalle
Unità
Operative
di
Radioterapia
Oncologica
dell’Ospedale
dell’Angelo
e
del
Civile
di
Venezia.
“Oggi
diventa
sempre
più
necessario
–
prosegue
il
dottor
Artuso
-
verso
le
malattie
e in
particolare
alcuni
tipi
di
tumore,
condividere
il
paziente
tramite
un
team
composto
da
più
figure
professionali.
Nel
caso
della
prostata,
oggi
ci
siamo
incontrati
per
la
prima
volta
con
un
gruppo
formato
da
urologi,
oncologi
medici,
radiologi,
radioterapisti
oncologi,
patologi,
psicologi,
fisioterapisti
e
internisti.
E lo
faremo
ogni
mese
per
decidere
insieme
il
percorso
diagnostico-terapeutico
di
questo
tipo
di
tumori
che,
in
questa
Ulss,
ammontano
a
150
casi
all’anno”.
Un
progetto
innovativo
che
permette,
da
un
lato
la
presa
in
carico
completa
del
paziente
(tutti
i
percorsi
vengono
eseguiti
“accompagnandolo
per
mano”,
senza
fargli
fare
code
o
attese)
e,
dall’altro
lato,
una
scelta
terapeutica
condivisa
senza
dubbio
più
efficace
e di
qualità.
"L’unione,
si
sa,
fa
la
forza
– ha
evidenziato
il
direttore
generale
della
Ulss
13
Giuseppe
Dal
Ben
– lo
scopo
è
quello
di
arrivare
ad
una
presa
in
carico
complessiva
del
paziente
da
parte
del
team
multidisciplinare,
sin
dalla
diagnosi
e
nelle
varie
fasi
della
sua
storia
clinica,
gestendo
insieme
la
patologia
nelle
sue
complessità,
favorendo
adeguatamente
anche
le
terapie
psicologiche
e
riabilitative”.
Insieme,
ad
esempio,
si
decide
se
intervenire
solamente
con
la
radioterapia
o
eseguire
prima
l’intervento
chirurgico
e
poi
passare
alla
radioterapia,
gestire
al
meglio
le
possibili
complicanze
come
quella
della
osteoporosi
dovuta
alla
terapia
ormonale
per
cui
solitamente
viene
somministrata
la
vitamina
D,
pensare
alla
riabilitazione
per
affrontare
le
problematiche
dell’impotenza
sessuale
e
cercare
di
limitare
i
rischi
di
incontinenza
urinaria.
Come
il
tumore
alla
mammella
è il
più
frequente
per
le
donne,
così
il
tumore
alla
prostata
è
quello
più
frequente
per
l’uomo:
ha
una’incidenza
del
75%
negli
uomini
con
più
di
50
anni
di
età
e
l’incidenza
aumenta
notevolmente
quando
l’età
supera
i 70
anni.
Secondo
le
statistiche,
i
carcinomi
prostatici
sono
circa
il
20%
per
cento
di
tutte
le
diagnosi
di
tumore
in
Italia,
con
un
aumento
di
oltre
il
50%
dei
casi,
mentre
la
mortalità
è
diminuita
del
10%,
grazie
a
una
diagnosi
precoce,
a
nuovi
approcci
terapeutici
e a
farmaci
di
ultima
generazione.
Per
questo,
un
approccio
multidisciplinare
nella
cura
dei
tumori
della
prostata
si
rivela
necessario
sin
dall’inizio
per
fornire
un
trattamento
adeguato
ed
offrire
migliori
prospettive
di
vita.
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