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L'Enuresi
: basta con la pipì a letto !
Fare la pipì a letto dopo i
5 anni tecnicamente viene definito enuresi. E' un
disturbo vecchio quanto il mondo di cui hanno sofferto,
e soffrono, molti personaggi famosi (tra i rei confessi
ricordo Luigi XIV il Re Sole, James Joyce, Barbra
Streisand, George Orwell, Ronaldo). L'enuresi è molto
comune, forse uno dei problemi più comuni nei bambini,
ed è benigna nella grande maggioranza dei casi. Se
persiste in età adulta, o se è accompagnata da altri
disturbi urinari, può però nascondere alterazioni
urinarie, neurologiche, endocrine o psicologiche.
Riguarda più spesso i maschi
che le femmine e tende a scomparire spontaneamente col
passare del tempo. Da cosa dipenda non si sa con
certezza ma è spesso familiare. Tra le ipotesi più
accreditate il ritardo maturativo del controllo
vescicale, il deficit dell'ormone che riduce la
produzione notturna di urina, alterazioni del sonno o
problemi psicologici. I problemi psicologici sembrano
particolarmente importanti nell'enuresi secondaria,
ossia nell'enuresi che ricompare nel bambino che già
aveva appreso a mantenersi asciutto di giorno e di
notte.
Considerato che l'enuresi
può minacciare lo sviluppo armonioso della personalità
del bambino e compromettere la sua vita di relazione è
consigliato intervenire precocemente in modo da
prevenire ansie e disagi inutili.
In alcune regioni del Benin
(Africa) il capo dei bambini enuretici viene cosparso
con cenere ed acqua ed il bambino fatto passare in mezzo
ai coetanei per ridicolizzarlo; in Nigeria al pene del
maschietto enuretico vengono attaccati dei rospi mentre
gli indiani Navajos pongono il bambino a gambe allargate
su un nido diuccello che brucia!Nell'Europa civilizzata
va anzitutto ricordato ai genitori che non devono
colpevolizzare o punire i figli enuretici: così si
rischia di peggiorare il sintomo e di innescare sensi di
colpa nel bambino, che di colpe non ne ha! Anche negare
o ignorare l'enuresi ha effetti devastanti: si pensi
all'imbarazzo inconfessabile dell'enuresi negli
adolescenti, quando diviene impedimento insormontabile
per le gite scolastiche e per i primi contatti con
l'altro sesso. Ma molto si può fare per evitare
sofferenze inutili ed anacronistiche. Eseguiti pochi e
semplici esami si possono usare vari farmaci o tecniche
per controllare l'enuresi. Dapprima vanno osservate
alcune semplici norme comportamentali: riduzione dei
liquidi serali (comprendendo anche minestre, frutta e
verdure che di acqua ne contengono tanta ), pipì prima
di andare a letto e soprattutto incoraggiamento e
gratificazione da parte della famiglia al conseguimento
dei primi risultati. Se non basta si può usare l'allarme
notturno, un dispositivo che avverte e sveglia il
bambino quando comincia a bagnarsi, fino ad innescare un
riflesso condizionato per cui l'enuresi scompare.
Questo sistema è efficace ma
piuttosto macchinoso e richiede il coinvolgimento attivo
dei genitori con diverse levate notturne finché il
bambino non diviene autonomo nel gestire l'apparecchio.
Ci sono anche diversi farmaci efficaci, in primis
l'ormone antidiuretico che, somministrato alla sera come
spray nasale, agisce riducendo la produzione notturna di
urina. Nei casi in cui, oltre all'enuresi, ci siano
urgenza ad urinare, incontinenza, pipì troppo frequenti
o troppo rare, è invece indicato approfondire le
indagini e rieducare la vescica con varie tecniche, tra
cui il biofeedback vescicale che dà molta
soddisfazione anche all'Urologo.
Articolo della Dr.ssa Elena Andretta (U.O. di Urologia
Ospedale di Dolo) pubblicato su "IL GAZZETTINO"
I disegni di questa pagina sono tratti dal libro :
"L'Enuresi vista con gli occhi dei bambini" di
Alessandra Graziottin e Maria Luisa Chiozza - Il
Pensiero Scientifico Editore |